Nocetum: cultura, convivialità e impegno sociale nei “Brunch d’autore”

Nel panorama milanese, spesso raccontato attraverso grandi eventi e narrazioni patinate, esistono luoghi che lavorano in silenzio e che, proprio per questo, meritano di essere osservati con maggiore attenzione. Nocetum è uno di questi: una realtà radicata, concreta, che da anni intreccia accoglienza, educazione e cura del territorio senza indulgere in retoriche consolatorie.

Situato in via San Dionigi 77, all’interno del Parco della Vettabbia, Nocetum rappresenta una presenza quasi anomala nel contesto urbano milanese. Qui la città rallenta davvero, non per slogan ma per necessità: il verde non è scenografia, ma parte integrante di un progetto che tiene insieme dimensione sociale, ambientale e spirituale. In questo spazio si accolgono mamme con bambini in situazioni di fragilità, si costruiscono percorsi educativi e si mantiene aperto un luogo che è, prima di tutto, comunità.

Da questa impostazione nasce “Brunch d’autore”, un ciclo di incontri che accompagnerà l’anno con un appuntamento per ogni stagione. L’idea è semplice solo in apparenza: unire cultura, racconto e convivialità. Ma dietro questa formula, che potrebbe sembrare quasi “modaiola”, si intravede una scelta più profonda: restituire alla cultura una dimensione condivisa, sottraendola tanto all’accademismo sterile quanto all’intrattenimento superficiale.

Il primo appuntamento, in programma domenica 19 aprile 2026 alle ore 11, è dedicato a Dino Buzzati, nel 120° anniversario della nascita. La scelta non è casuale. Buzzati, scrittore profondamente legato a Milano, ha raccontato come pochi il senso dell’attesa e il mistero del quotidiano. E, a ben vedere, è proprio questa capacità di cogliere l’inquietudine nelle pieghe della normalità che rende la sua opera sorprendentemente attuale: in una città che corre, fermarsi a riflettere sul tempo e sull’attesa ha quasi un valore controcorrente.

Il ciclo proseguirà con altri tre incontri, costruiti attorno a figure che appartengono a registri molto diversi ma che condividono una forte capacità simbolica. Carlo Collodi rappresenta la dimensione educativa e narrativa, spesso banalizzata ma ancora centrale; San Francesco d’Assisi richiama una spiritualità concreta, tutt’altro che disincarnata; Giuseppe Verdi, nel 125° anniversario della morte, riporta invece alla costruzione di una identità culturale condivisa, oggi più fragile di quanto si voglia ammettere.

Gli incontri saranno guidati da Giuseppe Danielli, figura che da oltre trent’anni lavora sul rapporto tra cibo e cultura. Una scelta coerente: il rischio, in operazioni di questo tipo, è quello di cadere in una divulgazione generica o in una spettacolarizzazione del tema gastronomico. Qui, almeno nelle intenzioni, si prova a fare il contrario: utilizzare il cibo come chiave di lettura, non come fine.
Il brunch sarà curato dalla cucina di Nocetum, e anche questo dettaglio, è parte del progetto. Non si tratta di offrire un servizio accessorio, ma di costruire un’esperienza coerente, in cui il momento conviviale diventa parte integrante del racconto.
Va detto con chiarezza: “Brunch d’autore” non è solo un’iniziativa culturale. È, soprattutto, uno strumento di sostegno. Partecipare significa contribuire al mantenimento di una realtà che ogni giorno offre accoglienza e costruisce percorsi educativi in un contesto urbano complesso. E qui emerge un punto spesso rimosso nel dibattito pubblico: senza un sostegno concreto, queste esperienze semplicemente non reggono.

Marcello Menni