Da Berlino a Roma, una coppia junghiana in fuga dal nazismo: la mostra su Ernst Bernhard e Dora Friedländer

Legati alla scuola junghiana, innamorati, lui ebreo, lei non ebrea, furono costretti a lasciare la Germania dopo l’ascesa al potere di Hitler. Pionieri della psicologia analitica in Italia, divennero un punto di riferimento per intellettuali e pazienti illustri, da Federico Fellini a Natalia Ginzburg, da Adriano Olivetti a Giorgio Manganelli, fino a Cristina Campo e Allen Tate, e per chiunque volesse formarsi in quegli anni come analista di orientamento junghiano. Stiamo parlando dei due psicoterapeuti Ernst Bernhard (1896-1965) e Dora Friedländer (1896-1998), ai quali l’Università di Milano-Bicocca dedica ora una mostra aperta al pubblico, a 130 anni dalla loro nascita.

Curata dallo storico Matteo Fiorani e ospitata nello spazio espositivo della Biblioteca dell’Università Bicocca (edificio U6 Agorà, secondo piano, piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano), la mostra si intitola “Da Berlino a Roma. Una coppia junghiana in fuga dal nazismo. Ernst Bernhard e Dora Friedländer” e resterà aperta fino al 23 dicembre compreso. È incentrata sul percorso migratorio che Bernhard e Friedländer intrapresero nel 1936 fuggendo da Berlino a Roma. La dettagliata ricostruzione, proposta nel percorso espositivo, si basa sul materiale dell’archivio personale della coppia, pervenuto all’Ateneo tramite il Centro Aspi (Archivio storico della psicologia italiana) e conservato presso il Polo di archivio storico (PAST) dell’Università. La loro vicenda è insieme una storia privata e una lente attraverso cui osservare processi più ampi: la violenza dello sradicamento, ma anche il valore del dialogo tra culture e delle nuove identità che ne nascono.

Fotografie, lettere, dipinti, oroscopi, agende, brevi filmati, integrati da documenti di contesto e installazioni multimediali, offrono spazi di riflessione e interazione dedicati ai passaggi chiave della loro storia. Un telefono d’epoca permette al visitatore di ascoltare i sogni dei due psicoterapeuti, mentre la loro macchina da scrivere prende vita attraverso le loro lettere. Altra curiosità: Bernhard integrava nella propria pratica psicoterapeutica anche l’astrologia, l’I-Ching e la lettura delle linee della mano come strumenti di indagine psicologica. In mostra sono esposti anche i temi natali di personaggi storici quali Hitler, Mussolini, Churchill, Stalin, Jung.

L’ingresso è gratuito e aperto a tutti nei seguenti giorni e orari: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.30, il sabato dalle 9.00 alle 13.30.