Infermieri in estinzione: flop alle iscrizioni, in Lombardia coperto meno del 70% dei posti

I test di ammissione ai corsi di laurea in Infermieristica, svoltisi l’8 settembre in tutta Italia, hanno confermato le difficoltà crescenti di attrarre giovani verso una professione che rappresenta l’ossatura del sistema sanitario. A livello nazionale, i posti disponibili erano 20.699, di cui 290 in Infermieristica pediatrica, ma le domande si sono fermate a circa 19.000. Un dato già insufficiente, che assume tratti drammatici in Lombardia: nelle università pubbliche i posti messi a bando erano 2.088, ma le domande sono state soltanto 1.416, con una copertura pari al 67,8% e un calo netto rispetto al 74,4% dello scorso anno.
“Questi numeri sono il segnale di una crisi strutturale – afferma Mauro Nobile, segretario generale di FIALS Milano –. La professione infermieristica non è più attrattiva, soprattutto nel pubblico. Stipendi fermi, costo della vita fuori controllo e responsabilità sempre maggiori allontanano i giovani, e il risultato è che oggi la Lombardia non riesce a coprire neppure sette posti su dieci.” Da quest’anno sul corso di Infermieristica confluiranno anche i non idonei dopo i sei mesi propedeutici a Medicina, oltre a chi non troverà spazio in altri corsi sanitari, ma si tratta di ingressi forzati più che di scelte convinte. “Non possiamo affidare il futuro della sanità pubblica a studenti che arrivano per esclusione – sottolinea Nobile –. Servono scelte politiche forti, non soluzioni di ripiego.”
Il quadro è già allarmante: in Lombardia mancano oltre 12.000 infermieri, e nei primi cinque mesi del 2025 più di 320 professionisti hanno lasciato il servizio solo nell’area metropolitana di Milano. Il rapporto infermieri/abitanti resta fermo a 5,4 ogni 1.000, ben al di sotto della media OCSE di 9,7. Per FIALS Milano, di fronte a un tale scenario non servono slogan ma misure concrete. La sigla indica la strada: un bonus economico di 3.000 euro per i nuovi iscritti a Infermieristica, come già avviene in Veneto, contratti di formazione-lavoro per studenti del terzo anno e neolaureati con prospettiva di stabilizzazione a tempo indeterminato, e un pacchetto di welfare reale fatto di alloggi accessibili, agevolazioni fiscali e trasporti gratuiti per studenti e personale sanitario.
“Il flop delle iscrizioni è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare – conclude Nobile –. Se non si interviene subito, la sanità pubblica lombarda rischia di trovarsi senza infermieri, e senza infermieri non c’è assistenza possibile.”