Si è svolta presso la III Commissione Consiliare di Regione Lombardia l’audizione dedicata al Progetto di Legge n. 6 sulle attività libero-professionali delle professioni sanitarie.
Nel corso dell’incontro, FIALS Lombardia ha espresso una valutazione favorevole sull’impianto della proposta, evidenziando tuttavia la necessità di compiere un ulteriore passo avanti per garantire ai professionisti sanitari regole certe, omogenee e stabili.
Secondo il sindacato, il provvedimento rappresenta un’occasione importante per affrontare alcune criticità che da anni interessano il comparto e per rafforzare il ruolo delle professioni sanitarie nella costruzione di una sanità sempre più orientata all’assistenza territoriale e domiciliare.
L’intervento di Gentile
«La sanità lombarda e quella nazionale stanno attraversando una fase di profonda trasformazione – dichiara Roberto Gentile, Segretario Regionale di FIALS Lombardia –. In questo scenario diventa indispensabile valorizzare pienamente le competenze dei professionisti sanitari, offrendo loro strumenti normativi adeguati ai bisogni di oggi e non più ancorati a modelli organizzativi concepiti decenni fa».
Nel corso dell’audizione, FIALS Lombardia ha posto particolare attenzione al tema del vincolo di esclusività che interessa i dipendenti del comparto sanità, giudicato ormai non più coerente con l’evoluzione delle professioni e con le esigenze assistenziali dei cittadini.
«L’esperienza maturata durante gli anni dell’emergenza Covid ha dimostrato che è possibile conciliare il servizio pubblico con forme regolamentate di attività libero-professionale – prosegue Gentile –. Per questo riteniamo che sia arrivato il momento di superare definitivamente il carattere eccezionale delle deroghe introdotte negli ultimi anni e costruire una disciplina strutturale, trasparente e uniforme».
FIALS Lombardia ha inoltre chiesto che il futuro impianto normativo garantisca criteri applicativi omogenei in tutte le aziende sanitarie regionali, una semplificazione delle procedure autorizzative, adeguate tutele assicurative e previdenziali, il rispetto dell’equilibrio tra attività istituzionale e attività professionale e la piena tutela dei lavoratori da qualsiasi forma di discriminazione.
«Valorizzare le professioni sanitarie non significa soltanto riconoscere un diritto ai lavoratori – conclude Gentile –. Significa rafforzare la capacità del sistema sanitario di attrarre nuove risorse, contrastare la carenza di personale e migliorare la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini. È una scelta che guarda al futuro della sanità lombarda».
FIALS Lombardia continuerà a seguire l’iter del provvedimento nelle sedi istituzionali, confermando la propria disponibilità al confronto con Regione Lombardia e con tutte le parti coinvolte.



