Il 5 novembre, nel Salone degli Affreschi della Società Umanitaria, si è tenuto il primo evento pubblico di Rivoluzione Generosa. Circa duecento persone presenti: associazioni, scuole, imprese, amministratori, professionisti e cittadini. Non una platea formale, ma una comunità variegata riunita per capire come trasformare la generosità in azione quotidiana, concreta, misurabile.
L’iniziativa è stata accolta e salutata da Alberto Jannuzzelli, Presidente della Società Umanitaria, che ha aperto i lavori sottolineando la continuità tra la missione storica dell’ente e la visione dell’associazione, augurando un buon cammino a un progetto che mette al centro la costruzione di legami reali e non simbolici.
L’associazione è guidata da Diana De Marchi (Presidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano), affiancata da Alberto Lamberti (Vicepresidente), Barbara Peres (Segretaria Generale e Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Milano) e Maria Murtas (Tesoriera).
Sito: https://www. rivoluzionegenerosa.org/
Sito: https://www.
De Marchi ha chiarito fin da subito l’orizzonte:
«Fare da ponte. Questo è il cuore. La generosità non è gentilezza: la gentilezza è un gesto, la generosità è spostare risorse. Mettere a disposizione relazioni, esperienza, opportunità. Mettere in contatto chi può aiutare con chi ha bisogno di ritrovare una possibilità».
«Fare da ponte. Questo è il cuore. La generosità non è gentilezza: la gentilezza è un gesto, la generosità è spostare risorse. Mettere a disposizione relazioni, esperienza, opportunità. Mettere in contatto chi può aiutare con chi ha bisogno di ritrovare una possibilità».
Lamberti ha messo a fuoco il metodo:
«Educare alla generosità è un percorso. Va fatto tra i giovani e nelle imprese. Non servono grandi apparati: servono connessioni. Selezionare progetti che meritano, anche piccoli, e collegarli al mondo business. Facilitatori di azioni concrete per chi è in difficoltà». E ancora: «Far conoscere il bello e il buono che già esiste. Nelle medie e piccole imprese si può fare di più. Le istituzioni devono aiutare, non appesantire».
«Educare alla generosità è un percorso. Va fatto tra i giovani e nelle imprese. Non servono grandi apparati: servono connessioni. Selezionare progetti che meritano, anche piccoli, e collegarli al mondo business. Facilitatori di azioni concrete per chi è in difficoltà». E ancora: «Far conoscere il bello e il buono che già esiste. Nelle medie e piccole imprese si può fare di più. Le istituzioni devono aiutare, non appesantire».
Tra le realtà presenti, Spazio 3R (https://www.spazio3r.org/) ha portato la propria esperienza di accompagnamento al lavoro per donne vittime di violenza, attraverso la sartoria e il riuso delle stoffe di rimanenza. Un progetto in cui la dignità non è un sostantivo astratto: si cuce, si ricuce, si riparte.
Dal mondo delle imprese, è stato richiamato il progetto “Non sei sola. Lasciati aiutare”: nei 71 ristoranti McDonald’s dell’area metropolitana, adesivi con il numero 1522 e un QR code per il centro antiviolenza più vicino trasformano luoghi ordinari in punti di accesso alla protezione.
Sul piano degli strumenti operativi, era presente Paolo Plebani, fondatore diGoodify (https://www.goodify. it), piattaforma che consente a imprese, associazioni e comunità diattivare percorsi di sostegno in modo semplice, tracciabile e condiviso.
Se Rivoluzione Generosa è il ponte, Goodify è la passerella che ne rende attraversabile il cammino: la parte tecnica che impedisce alla generosità di disperdersi nelle intenzioni.
Se Rivoluzione Generosa è il ponte, Goodify è la passerella che ne rende attraversabile il cammino: la parte tecnica che impedisce alla generosità di disperdersi nelle intenzioni.
Milano, ancora una volta, dimostra di saper costruire reti operative, dove istituzioni, terzo settore e imprese non si limitano a riconoscersi, ma collaborano.
Se Rivoluzione Generosa resterà fedele alla sua vocazione — poche parole, molte connessioni, risultati concreti — non sarà una stagione, mauna pratica civile stabile.
Se Rivoluzione Generosa resterà fedele alla sua vocazione — poche parole, molte connessioni, risultati concreti — non sarà una stagione, mauna pratica civile stabile.
Una forma di generosità che non si annuncia. Si esercita.
Marcello Menni



