In Lombardia il settore della sanità privata accreditata rappresenta oggi una componente strutturale del sistema sanitario regionale, ma resta aperta la questione del trattamento economico del personale rispetto al pubblico. Il tema è tornato al centro del confronto dopo la campagna “Privato è Pubblico” promossa da AIOP (Associacione Italiana Ospedalita’ Privata) Lombardia, che mira a valorizzare il contributo delle strutture accreditate al servizio sanitario.
Secondo i dati diffusi dall’associazione, le strutture private convenzionate costituiscono circa il 33% dei posti letto complessivi e gestiscono oltre il 42% dei ricoveri ospedalieri regionali, con il 39% delle risorse del fondo ospedaliero lombardo. In tutto, si tratta di più di 100 strutture – tra ospedali, case di cura e centri di riabilitazione – che occupano circa 45.000 addetti, tra personale sanitario e amministrativo.
AIOP sottolinea il ruolo complementare rispetto al servizio pubblico, evidenziando come entrambe le componenti garantiscano prestazioni gratuite per il paziente e contribuiscano ai principi di universalità e libertà di scelta del luogo di cura.
“Le strutture pubbliche e quelle private accreditate sono dalla stessa parte,” ha dichiarato il presidente di AIOP Lombardia, Michele Nicchio, presentando la campagna. “Insieme assicurano un’offerta sanitaria di qualità, accessibile e in continua innovazione.”
“Le strutture pubbliche e quelle private accreditate sono dalla stessa parte,” ha dichiarato il presidente di AIOP Lombardia, Michele Nicchio, presentando la campagna. “Insieme assicurano un’offerta sanitaria di qualità, accessibile e in continua innovazione.”
Sul piano sindacale, però, la riflessione resta più critica. FIALS Lombardia, attraverso il segretario regionale Roberto Gentile, richiama l’attenzione sul ritardo nel rinnovo contrattuale e sul divario salariale che separa i lavoratori della sanità privata da quelli del pubblico.
“Nel privato accreditato il gap medio è di circa 250 euro netti al mese,” afferma Gentile. “È necessario un adeguamento del contratto collettivo e un piano di valorizzazione delle competenze per evitare che la competitività del sistema si costruisca sul costo del lavoro.”
“Nel privato accreditato il gap medio è di circa 250 euro netti al mese,” afferma Gentile. “È necessario un adeguamento del contratto collettivo e un piano di valorizzazione delle competenze per evitare che la competitività del sistema si costruisca sul costo del lavoro.”
Il contratto collettivo della sanità privata, firmato nel 2020 dopo un blocco di 14 anni, è oggi ritenuto non più adeguato al costo della vita. Da qui la richiesta di FIALS e di altre sigle di riaprire il confronto con le associazioni datoriali e con la Regione.
Il dibattito tocca dunque un punto sensibile: il bilanciamento tra sostenibilità economica e riconoscimento del lavoro.
Da un lato le strutture private accreditate rivendicano l’efficienza e l’innovazione del settore; dall’altro, i sindacati chiedono che la qualità dei servizi non prescinda dal valore delle persone che li rendono possibili.
Da un lato le strutture private accreditate rivendicano l’efficienza e l’innovazione del settore; dall’altro, i sindacati chiedono che la qualità dei servizi non prescinda dal valore delle persone che li rendono possibili.


