Straordinari degli infermieri: confermata la tassazione al 5%. Grazie alla FIALS Lombardia scongiurata la restituzione di milioni di euro

La vicenda che nelle ultime settimane aveva creato forte apprensione tra infermieri e operatori del comparto sanità si chiude con un chiarimento risolutivo. Il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha infatti espresso un parere ufficiale – datato 20 novembre 2025 – che conferma in modo inequivocabile che tutto il lavoro straordinario degli infermieri rientra nella tassazione agevolata al 5%, senza distinzioni tra diverse tipologie di prestazioni.

Il parere, richiesto dall’Agenzia delle Entrate, smentisce dunque ogni interpretazione restrittiva adottata da alcune Aziende sanitarie, interpretazioni che avrebbero comportato la restituzione di ingenti somme da parte dei lavoratori. Nessun infermiere dovrà restituire nulla.

Questo risultato è stato possibile anche grazie alla pronta segnalazione di FIALS Lombardia e al successivo intervento della Segreteria Nazionale FIALS, che hanno sollevato formalmente il caso, evitando un grave danno economico a carico del personale del comparto.

Il parere ministeriale – come si legge nelle prime tre pagine del documento – chiarisce che:

«il legislatore ha inteso valorizzare l’effettivo impegno del personale infermieristico, includendo nella flat tax al 5% tutte le prestazioni straordinarie rese oltre l’orario ordinario, indipendentemente dalla causale».

Roberto Gentile, Segretario Regionale FIALS Lombardia, dichiara: «È una vittoria limpida e doverosa. Sin dal primo momento abbiamo denunciato l’assurdità di chiedere agli infermieri di rimborsare compensi maturati lavorando in condizioni già estreme. Oggi la verità è ristabilita.»

Gentile aggiunge: «Le Aziende sanitarie che hanno già effettuato trattenute, spesso in via cautelativa, dovranno ora restituire integralmente ai lavoratori quanto prelevato ingiustamente. FIALS vigilerà con la massima attenzione perché questo avvenga rapidamente e senza alibi burocratici.»

Con questo parere si chiude una vicenda che aveva generato incertezza e timori, riportando finalmente chiarezza e tutela per migliaia di professionisti sanitari lombardi.